Un grande progetto di sviluppo a cornice di un sogno maturato da tempo, quello di rendere Roma al pari delle grandi metropoli mondiali.
Moderna, efficiente, integrata con il suo hinterland. Questo è il succo del progetto Roma Città metropolitana: un unico piano regolatore per ridisegnare lo sviluppo della Capitale e dei 42 comuni che verranno prossimamente inclusi nel nuovo assetto territoriale.
Insieme, un piano dei trasporti integrato, che estenderà i trasporti urbani alle cittadine confinanti. Un sogno, dicevamo, ma anche un obiettivo importante: fare di Roma una nuova New York o Tokyo, renderla più simile a Londra di come non lo sia mai stata. Si prevede un avvio importante di questo progetto nel 2013, anno in cui la Provincia di Roma diventerà Roma Capitale-Città Metropolitana. Un nuovo organismo istituzionale, autonomo ed innovativo. La sua innovazione partirà dai trasporti con l’obiettivo di rivoluzionare il sistema dei trasporti attraverso una serie di interventi.
Nuove ferrovie, innanzi tutto. E poi strade di collegamento e il secondo anello del Raccordo anulare. Ecco nel dettaglio i progetti che vedranno la luce a partire dal 2013, secondo quanto esposto nella recente presentazione del progetto di allargamento della città, presso la sede della commissione per Roma Città Metropolitana. La linea Roma – Lido verrà prolungata da Ostia a Pomezia, la linea A della metropolitana dovrà raggiungere i Castelli, attraverso un prolungamento da Anagnina, fino a Ciampino.
La linea B dovrà collegare le cittadine della Valle dell’Aniene e Tivoli (forse un capolinea a Tivoli Terme) anche per incentivare zone produttive come le aree industriali di Acilia e Castel Romano e il polo tecnologico della Tiburtina.
Una rivoluzione necessaria, visto che la periferia romana insieme ai municipi della “prima cintura” contano molti più residenti della città storica. “Battere Parigi sul piano dell’ospitalità”, come dichiara il vicesindaco Mauro Cutrufo “prolungando il percorso delle ferrovie verso quelle località balneari che richiamano grandi flussi turistici”. Adeguamenti anche per le strade di collegamento.
Tra le ipotesi, l’unificazione della via del Mare e dell’Ostienese, la ristrutturazione della Pontina e della Portuense e progetto ambizioso ai limiti del improbabile, la creazione di un secondo anello del Grande Raccordo Anulare, che verrebbe realizzato unendo la Roma-Civitavecchia con la Fiano-San Cesareo. Le idee in cantiere sono molte, è recente infatti anche l’idea di variare la norma al piano regolatore del 1931, che vieta la realizzazione di infrastrutture più alte della cupola della Basilica di San Pietro (una curiosa somiglianza con il decreto che vieta alla città di Washington di realizzare edifici più alti della cupola del Campidoglio, sede del Senato americano, il che rende Washington l’unica città americana priva di grattacieli).
La variazione alla norma darebbe il via alla realizzazione di nuovi grattacieli che creerebbero un nuovo skyline nella periferia della capitale. Al Castellaccio, nei pressi dell’Eur, dovrebbe sorgere il primo grattacielo romano in grado di superare i cento metri.
L’ “Eurosky” sorgerà all'interno di un centro direzionale un'area di 60 ettari, ai limiti dell'Eur, a destra dell'inizio della via Pontina. Con i suoi trenta piani e i sovrastanti servizi sfiorerà i 120 metri. Il terreno, di proprietà del costruttore Parnasi, accoglierà l'Europarco Castellaccio, centro direzionale da 800 mila metri cubi, con uffici, sale espositive, servizi e abitazioni.
La piazza centrale di 32.000 metri quadrati, più ampia di piazza Navona, sorgerà tra i due grattacieli: ospiterà sculture e opere d'arte, sul modello del quartiere parigino della Dèfense, oltre a ristoranti, bar e negozi.
A Parco Leonardo, sorgerà invece la “Green Tower”, un palazzo alto oltre 35 piani, che ospiterà sedi di Alitalia e numerosi uffici di società straniere e italiane, interamente costruito con materiali all’insegna dell’ecosostenibilità.
Daniele Crescenzi










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