Finalmente viene posta la prima pietra di un’opera che ho fortemente sostenuto quando ricoprivo la carica di consigliere provinciale. Fu grazie infatti all’impegno del sottoscritto e del collega Adriano Mazza che la Giunta Moffa tra il 2001 ed il 2003 stanziò oltre 5 milioni di euro per il ponte sull’Aniene e per le opere di raccordo con la viabilità comunale.
Tengo a precisare che era il massimo che si potesse fare in quel momento, vista la scarsa collaborazione ricevuta dal comune di Tivoli.
Successivamente devo riconoscere che la Giunta Gasbarra, in particolare l’Assessore Ambrosi, confermarono quella scelta strategica aggiungendo una ulteriore somma per la realizzazione dell’opera che divenne un unico progetto sotto il coordinamento della Provincia.
Ricordo a tutti che nel 2004 ci fu una conferenza stampa che annunciava a breve l’avvio dei lavori, salvo poi scoprire che Vincenzi iniziò a puntare i piedi perché ambiva a gestire l’appalto da oltre 20 milioni di euro, che viceversa, il suo collega di coalizione, l’Assessore Ambrosi pretendeva, giustamente, che rimanesse in capo alla Provincia, ovvero l’ente che finanziava per il 90% l’opera.
Ebbene sono passati 6 anni e a pochi giorni dal voto per il Comune di Tivoli, spunta la prima pietra del ponte: angolare o forse sarebbe meglio dire singolare?
Abbiamo tutti a cuore il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, un po’ meno quelli che vi si nascondono dietro per altri motivi. Ci vuole un gran bel coraggio a dichiarare che “le amministrazioni hanno collaborato per ridurre i tempi di realizzazione”…! L’opera, senza le assurde pretese di Vincenzi, sarebbe già completata, con notevole sollievo per tutti.
Mi auguro che il progetto definitivo non abbia creato danni alle aziende che si trovano nelle aree adiacenti al tracciato. La città già soffre di una gravissima crisi economico-sociale, sarebbe un danno enorme per il tessuto produttivo locale, danneggiare gli imprenditori di Villa Adriana.
Aggiungo che ho trovato di cattivo gusto affiggere i manifesti per la posa della prima pietra recanti ancora il nome del Sindaco decaduto e non quello del Commissario prefettizio, dott. De Meo.
Una vera scortesia istituzionale che solo pochi potevano commettere”.
Andrea Napoleoni







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