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Nei: come riconoscerli

Nei RagazzaLa rubrica di questo mese ha lo scopo di sottolineare l’importanza dello screening dei nei nella prevenzione del melanoma. Si parlerà dei principali fattori di rischio nell’insorgenza di questo tumore cutaneo e delle sue caratteristiche.

I NEVI, comunemente denominati “nei”, possono essere localizzati in qualsiasi parte del corpo, non solo sulla cute, ma anche a livello delle mucose e delle semimucose (genitali esterni femminili e maschili, regione perianale e cavo orale), della congiuntiva e della sclera.

Il numero di nevi che ciascuno di noi possiede (in media 20-30) dipende sostanzialmente da fattori genetici. Solo nel 10-15% dei casi, i nevi sono presenti fin dalla nascita (nevi congeniti), mentre la maggior parte di essi appare entro i primi anni di vita.

La comparsa di nuovi nevi è ritenuta normale fino ai trent’anni circa, dunque lo sviluppo di nuove lesioni oltre questo limite di età dovrebbe indurre ognuno di noi a consultare il dermatologo. Nella maggior parte dei casi i nevi sono neoformazioni benigne e dunque non pericolose, ma nel corso della loro maturazione possono trasformarsi in senso neoplastico e diventare melanoma.

Il melanoma attualmente risulta essere il più maligno dei tumori cutanei in quanto presenta, rispetto agli altri, una rapida crescita verso i vasi sanguigni e le vie linfatiche e dunque un’elevata potenzialità metastatizzante anche ad altri organi (principalmente polmoni, cervello e fegato). Origina dai melanociti (le cellule che producono la melanina) e può insorgere su un nevo preesistente o su cute sana.

Fortunatamente, però, rispetto ad altri tumori maligni che colpiscono organi interni, il melanoma si sviluppa nella maggior parte dei casi sulla cute ed è dunque possibile individuarlo precocemente attraverso visite dermatologiche specialistiche. Se diagnosticato nelle prime fasi di crescita, infatti, la semplice asportazione chirurgica del melanoma offre al paziente una guarigione completa.

Da quanto detto si comprende l’importanza di sottoporsi periodicamente, in genere ogni anno, a dei controlli dermatologici che, anche attraverso l’ausilio della dermatoscopia e, laddove necessario della videodermatoscopia, permettono di individuare e asportare eventuali lesioni a rischio. Nei bambini i nevi a rischio di trasformazione sono generalmente i nevi congeniti di grandi dimensioni o giganti, mentre è molto più rara in età pediatrica la comparsa di melanomi su nevi melanocitari comuni o su cute sana.
L’incidenza di sviluppo di melanoma aumenta invece con l’età raggiungendo un picco massimo tra i 30 e i 60 anni. Altri fattori di rischio sono rappresentati dalla razza bianca, da fototipi chiari (I-II), dalla presenza di numerosi nevi (n° superiore a 50), dalla presenza di nevi displastici o giganti, da una familiarità per melanoma e da una storia di ustioni solari, soprattutto in età pediatrica, intense ed intermittenti.

I nevi melanocitari che vanno “guardati” con sospetto e che devono indurre al consulto specialistico sono o nevi che compaiono improvvisamente dopo i 25-30 anni di età oppure nevi preesistenti che vadano incontro a variazioni di dimensioni, colore o che diventino sintomatici, cominciando cioè a dare prurito o a sanguinare. è di estrema importanza, dunque, che ognuno di noi impari a conoscere la localizzazione e le caratteristiche dei propri nevi, effettuando regolarmente (ogni 3 mesi circa) l’autoesame della pelle.

Controllarli periodicamente con la semplice ispezione visiva, consente a chiunque di osservare se compaiono nuove lesioni o se si verificano modificazioni di nevi preesistenti. Ricordando la regola dell’ABCDE, diventa indispensabile un controllo specialistico quando si verifichino una o più delle seguenti condizioni:
A) ASIMMETRIA: un nevo si presenta asimmetrico o lo diviene, cioè una sua metà non è uguale all’altra
B) BORDI: i bordi del nevo sono irregolari, frastagliati e sfumati
C) COLORE: il colore del nevo si modifica conseguentemente alla comparsa di aree grigio-bluastre o rossastre, sfumature nerastre, oppure in alcune zone il pigmento tende a diminuire come se venisse consumato con conseguente formazione di aree biancastre.
D) DIMENSIONI: il nevo supera i 6mm di diametro
E) EVOLUZIONE: un nevo compare improvvisamente oppure un nevo già esistente si modifica rapidamente di dimensioni, forma, colore, si rileva divenendo apprezzabile palpatoriamente, comincia a sanguinare o a dare una sensazione di bruciore/prurito.
è importante ricordare che nei bambini i nevi sono in “assestamento”, vanno cioè, incontro a delle modificazioni che rientrano nell’evoluzione fisiologica del nevo stesso, il quale cresce e matura in concomitanza con lo sviluppo corporeo. Per questo motivo i genitori non devono allarmarsi se vedono i nevi dei propri figli aumentare di dimensioni o modificarsi di colore, poiché spesso questo fenomeno fa parte del fisiologico processo di maturazione del nevo stesso. In ogni caso è bene ricordare che anche i bambini, seppur meno a rischio di sviluppo di tumori cutanei, devono essere periodicamente sottoposti all’attenzione del dermatologo. Dal 1960 ad oggi, in Italia come in tutto il mondo, si è osservato un incremento del 5-7 % dei tumori della pelle, ed in particolare del melanoma cutaneo.

Dati recenti indicano che allo stato attuale, questo tumore colpisce circa 6-7 persone ogni 100.000. Tuttavia, a fronte di questo dato allarmante, si segnala che il tasso di sopravvivenza dei soggetti colpiti da melanoma è in aumento; questo ultimo dato è il risultato di una diagnosi più precoce che si è riusciti ad ottenere grazie alle numerose campagne di informazione e di sensibilizzazione volte ai medici di base e alla popolazione stessa. Per quanto riguarda la lotta contro il melanoma, infatti, ancora oggi la prevenzione resta l’unica arma realmente efficace che abbiamo nelle nostre mani, perchè mai come in questo caso è vero che una diagnosi tempestiva salva la vita.

Dott.ssa Giorgiana Feliziani
Medico-Chirurgo
Specialista in Dermatologia e Venereologia
GRUPPO EUROMED
Via Roma 186 (Guidonia) – Tel. 0774.300401

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