Nuovi criteri di gestione: farmacie, medici di base, ambulatori… tutto è Sanità. Non solo ospedali
È stato cumulato negli ultimi dieci anni, ma l’anno scorso è stato ufficialmente registrato ed è stato posto come punto di non ritorno per gli enti Regione. Tredici enti Regione hanno rilevato la voragine di 3,4 miliardi di euro di debito.
Queste sono il Lazio e diverse Regioni del sud. Con 1,3 miliardi il piano di rientro della Regione Lazio è stato accettato dal ministero della Salute e dal ministero delle Finanze. Poi ci sono Campania, Abruzzo, Molise, Calabria, Sicilia e Liguria rappresenta oltre l’80% del deficit totale.
Quindi 2011 con meno posti letto e più costi. In Campania sono aumentate le ricette, i ticket e i veterinari. In Abruzzo si riconvertono 6 ospedali. In Calabria ridefinita la rete ospedaliera con 18 presidi da disattivare e riconvertire in due fasi. In Molise è previsto l’accorpamento di alcuni reparti degli ospedali di Larino (Campobasso), Venafro e Agnone (Isernia), oltre a una riduzione di 300 posti letto.
In Puglia ci saranno 1.400 posti letto in meno e la riconversione di 18 ospedali. Quanto al Lazio, il piano per il risanamento dei fondi della sanità prevede il taglio di oltre 3 mila posti letto e di 17 ospedali.
Va anche detto che per otto enti Regione la musica è diversa attestando solidità nel dare ed avere. Le Regioni con circuito finanziario corretto sono Lombardia, Umbria, Marche, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Friuli e la provincia di Bolzano. Hanno conti in attivo in attivo per un totale di 152,5 milioni di euro.
Ripianare il debito in alcune Regioni comporta l’aumento dei costi per ticket, ricette e anche per le prestazioni ambulatoriali veterinarie. In Campania è così.
Fonte propria








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