Si chiama “Active” e nasce al Politecnico di Milano
Potrebbe definirsi la nuova frontiera tecnologica: l’assistenza robotica. Il fatto che il livello di programmazione sia arrivato anche agli interventi neurochirurgici supera ogni fantasia avveniristica. La macchina infatti sarà pronta tra quattro anni. Il progetto è finanziato dall’Unione Europea, coordinato dal Politecnico di Milano.
Una volta realizzato il robot per il neurochirurgo sarà possibile operare aiutandosi con due braccia comandati da sistemi basati su algoritmi di intelligenza artificiale.
In questo modo si possono rimuovere lesioni cerebrali evitando di compromettere la memoria, il movimento e il linguaggio. La meraviglia tecnologica non finisce qui. Il paziente potrà essere sveglio.
Il progetto è stato chiamato Active. Si avvale di strutture universitarie e industriali come il Cnr, l’Istituto Italiano di Tecnologia, l’azienda di consulenza CFc, l’Istituto Neurologico Besta, l’Ospedale Niguarda, il Policlinico, l’Istituto clinico Humanitas e l’Ospedale San Paolo. Quando sarà pronto il prototipo i primi esperimenti saranno effettuati sulle pecore.
Fonte: Ansa








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