Studiosi di Rotterdam hanno preso il coraggio e affrontano una questione centrale di un mondo che per la scienza è tutt’altro che globalizzato
“È inaccettabile il controllo su che segue gli sviluppi della ricerca attorna alle evidenze che emergono da alcune mutazioni dell’influenza aviaria H5N1″. I ricercatori olandesi dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam hanno chiesto un dibattito sulla correttezza del regime consolidato in merito alla custodia dei supervirus. Loro dicono in sostanza: non può essere un solo paese a decidere se si debbano pubblicare in versione integrale o censurata le “istruzioni” per ottenere in laboratorio il “supervirus”, microrganismo altamente contagioso e letale per l’uomo derivato dal virus dell’influenza aviaria H5N1.
Gli studiosi di Rotterdam da veri uomini liberi aprono il dibattito avvalendosi del parere di altri ricercatori. Il risultato di questa discussione è stato pubblicato sul periodico Nature dove appaiono le opinioni di dieci esperti internazionali.
La questione tocca stavolta non solo un problema di correttezza scientifica o di corretta interpretazione di protocolli e procedure di rigore. Riguarda invece la questione politica del controllo nella ricerca, in una questione così delicata in mano a un monopolio assoluto. La questione diventerà sicuramente un luogo di dibattito nel quale dovranno intervenire non solo gli addetti al lavoro ma anche coloro che sono preposti al controllo e alla gestione del sapere avanzato della ricerca.
Fonte: Nature








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