La Corte Costituzionale rigetta i ricorsi sollevati da dieci Regioni
Sono infondati e inammissibili le ragioni per cui Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Lazio, Calabria, Marche, Emilia Romagna e Molise non vogliono centrali nucleari nel loro territorio. Il verdetto arriva dalla Corte costituzionale il 23 giugno.
I giudici della Consulta, dopo aver ascoltato in udienza pubblica gli avvocati delle Regioni e l’avvocato generale dello Stato per conto del governo, hanno affrontato la questione nella camera di consiglio.
Sarà dalla lettura delle motivazioni della sentenza – scritte dal vicepresidente Ugo De Siervo – che si comprenderà quali siano le competenze che la Consulta ha ritenuto prevalenti nel settore del nucleare alla luce della riforma del titolo V della Costituzione. La tutela dell’ambiente e della salute sono infatti di competenza statale, ma queste devono confrontarsi con le competenze regionali concorrenti in materia di energia e di governo del territorio.
Quella di oggi non sarà comunque la parola definitiva della Consulta sul nucleare: oltre che sulla legge delega, i giudici costituzionali dovranno pronunciarsi anche sul decreto delegato del 15 febbraio scorso, nel frattempo impugnato da alcune regioni (Emilia Romagna, Toscana e Puglia).
Fonte: Ansa
(23/06/2010)







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