Pregare come cura, pregare anche senza credere

PreghieraUno studio americano evidenzia le facoltà terapeutiche dell’autoconfessione come terapia

C’è chi ricerca nell’interiorità quell’equilibrio che nelle cose, come nella propria storia vissuta, non si trova. Il pensiero hegeliano sembra rivalutato dagli studiosi dell’Indiana University e sarà pubblicato su Southern Medical Journal.

In questo team Candy Gunther Brown, docente di questa università, ha attestato gli effetti benefici in diciotto persone dedite alla preghiera con problemi di sordità e in undici persone affette da cecità nelle zone rurali del Mozambico.

Lo studio non intende asseverare alcuna ipotesi, intende solo attestare questa realtà.

Secondo il neurologo Mauro Porta la concentrazione delle mani giunte consiste in una mediazione che può procurare buoni effetti solo se rivolta a sé stessi. Secondo la studiosa Manuela Pompas delle facoltà sensitive gli uomini spostano energie: alcuni lo ritengono un potere di Dio, altri della mente.

Fonte: La Stampa

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