Si può, correggendo le cattive abitudini: tabacco, sedentarietà, alcol
In una rapporto dell’OMS pubblicato e sintetizzato dal Ministero della salute gli obiettivi della nuova frontiera per la lotta alle malattie che si possono evitare.
Tabacco
Attivo che per quello passivo. Entro il 2020, questo numero aumenterà fino a 7,5 milioni, ossia il 10% dei decessi totali. Si stima che il fumo sia la causa di circa il 71% dei tumori del polmone, il 42% delle malattie respiratorie croniche e il 10% delle malattie cardiovascolari. L’incidenza più alta del fumo tra gli uomini si registra nei Paesi a reddito medio-basso, mentre per il totale della popolazione la prevalenza del fumo è più alta nei Paesi a reddito medio-alto. Circa 6 milioni di persone muoiono ogni anno a causa del tabacco, sia per il consumo.
Insufficiente attività fisica
Le persone non sufficientemente attive presentano un incremento del rischio di mortalità per tutte le cause compreso tra il 20% e il 30%, mentre un’attività fisica regolare riduce il rischio di malattie cardiovascolari, ipertensione compresa, di diabete, di tumore del seno e del colon, e di depressione. L’insufficiente attività fisica raggiunge i livelli più elevati nei Paesi ad alto reddito, ma livelli molto alti si stanno registrando attualmente anche in alcuni Paesi a medio reddito, soprattutto tra le donne: circa 3,2 milioni di persone muoiono ogni anno a causa dell’inattività.
Consumo dannoso di alcol
Ossia il 3,8% dei decessi totali. Più della metà di queste morti è dovuta a malattie non trasmissibili quali il cancro, le malattie cardiovascolari e la cirrosi epatica. Sebbene il maggiore consumo pro-capite di alcol negli adulti si registri nei Paesi ad alto reddito, tuttavia il livello è quasi altrettanto elevato nei popolosi Paesi a reddito medio-alto: circa 2,3 milioni di persone muoiono ogni anno nel mondo a causa delle errate abitudini alimentari, malattie cardiovascolari e di tumore dello stomaco e del colon-retto. Presso la maggior parte delle popolazioni il consumo di sale raggiunge livelli molto più elevati rispetto a quanto raccomandato dall’OMS per la prevenzione delle malattie; un elevato consumo di sale è un determinante importante di rischio per l’ipertensione e le malattie cardiovascolari. Un consumo elevato di grassi saturi e acidi grassi insaturi è stato messo in relazione con l’insorgenza di malattie cardiache. Nelle realtà più svantaggiate si stanno rapidamente diffondendo abitudini alimentari errate; i dati a disposizione indicano che a partire dagli anni ’80 nei Paesi a reddito medio-basso il consumo di grassi è aumentato rapidamente. Un consumo adeguato di frutta e verdura riduce il rischio di malattie.
Fonte: Ministero Salute – PDF








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