Quando la Techno cancella il senso dello spazio

Giovani Sabato Sera DiscotecaIn un convegno a Roma il 28 novembre, viene riportata una ricerca dall’Università Tor Vergata dove il ritmo e il volume della discoteca contribuiscono ad abbassare i livelli di autocontrollo nei ragazzi. Di lì le cause di tanti incidenti

Le “stragi del sabato sera”. Dalla cronaca all’individuazione di strumenti di prevenzione che vadano oltre alla combinazione tra alcol ed ebrezza come causa di comportamenti sbagliati. La Fondazione Ania per la sicurezza stradale evidenzia i numeri che superano un bollettino di guerra: 4.090 sono le persone che muoiono di incidente stradale nel 2010. Di questi 1.080 sono giovani al di sotto dei trenta anni che nella maggior parte dei casi hanno perso la vita in quei sabato sera di ebrezza mortale.

“Nella riforma del codice della strada ci siamo impegnati proprio a concentrarci su alcol e droghe, evitando altre misure dal sapore eccessivamente coercitivo. Siamo prossimi a una legge delega che appesantisca la pena per i responsabili di morti in strada da guida in stato di ubriachezza. Il passaggio che in sede di amministrazione di giustizia bisogna indicare da parte del legislatore deve essere da omicidio colposo a omicidio volontario. Si stabilisca l’ergastolo della patente, l’impossibilità di circolare per le strade quando ci si macchia di un reato di questo tipo”.

È la risposta in diretta dell’on. Mario Valducci, presidente della commissione trasporti alla Camera dei deputati. “Noi legislatori siamo un piccolo anello in questa catena. La forte diminuzione negli ultimi anni dei morti per incidenti stradali debbono incoraggiarci a continuare, certo, non ci possono ancora rallegrare”. “La cultura della sicurezza stradale si fa sulla formazione, ma l’incidenza dello sballo del sabato sera è un momento molto pesante sugli incidenti stradali, anche se non è il momento preminente. Bisogna quindi dividere nettamente il momento del bere e il momento della guida”.

Ma il lavoro del legislatore non è terminato. “Gli interventi che mi hanno preceduto sono tante tessere di un puzzle che debbono concorrere per rafforzare la comunicazione e non abbassare la guardia. Quest’anno pensavo di riuscire ad abbattere il muro dei quattromila morti e invece non ci siamo riusciti”.

Fonte propria

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