Il Nord Italia particolarmente sotto osservazione: dati Oms – settemila morti l’anno in Pianura Padana
Le grandi città come al solito le più colpite dalle polveri sottili. Milano la più attenzionata. In questa condizione critica ogni cittadino perde in media nove mesi di vita per esposizione al particolato e alle polveri.
Il Centro europeo ambiente e salute ha lanciato il proclama terroristico – assolutamente ipotetico, sganciato da ogni piano di riferibilità a prova materiata – ma comunque molto efficace per risvegliare l’attenzione su una questione momentaneamente archiviata senza alcun motivo. In pianura padana, infatti, il traffico si unisce alle attività industriali e alle condizioni climatiche.
A Milano circa l’11-15% della concentrazione totale di PM 2,5 è data dal black carbon e un 30-40% da composti organici. Un altro 35-40% è la somma di 3 ioni inorganici (solfato, nitrato e ammonio) che derivano da sorgenti secondarie, ovvero dagli inquinanti gassosi: anidride solforosa, emessa principalmente da sorgenti per produzione di energia e combustioni industriali e no, ossidi di azoto, emessi dal traffico autoveicolare, e ammoniaca, emessa da fonti naturali, vecchie marmitte catalitiche e attività di agricoltura/allevamento.
Una frazione minore, il 4%, è rappresentata da elementi che derivano da risospensione della polvere del suolo e solo lo 0,4% da altri elementi in traccia
Fonte: Ansa








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