Un convegno al Senato per affrontare il trust delle sigarette come problema
Il 13 ottobre alla Sala Bologna in via Santa Chiara può essere considerato l’inizio dei lavori di elaborazione teorico-pratica per consentire all’Italia di recepire le disposizioni dell’Unione europea che aspettano da dieci anni per diventare regola sulla quale i singoli Paesi dell’Unione dovranno legiferare.
Queste regole prevedono la cancellazione di ogni pubblicità, l’annullamento di ogni appeal estetico al pacchetto di sigarette, l’omologazione delle sigarette a una sola tipologia escludendo i brand che esercitano un’attrattiva per il consumatore.
Disposizioni che non convincono. Sono state sperimentate in Islanda senza riuscire a far diminuire il numero dei consumatori.
Ad illustrare la relazione dell’Istituto Bruno Leoni, Alberto Mingardi, il direttore generale. Sul piano sperimentale la ricerca compilativa di diversi studi europei e statunitensi dimostra che il miglior deterrente per il consumo di sigarette consiste nell’aumentarne il costo.
Ma aumentare il costo commerciale a dismisura – come ha provocatoriamente proposto Carlo Sacchetto dell’Istituto superiore di sanità – non si tradurrebbe in una scelta sensata perché avrebbe come effetto la proliferazione di mercati clandestini come in effetti è successo in Francia. Il problema deve ricondursi alle fonti del diritto in cui una libera determinazione della persona non può trovare uno Stato oppressore. Tanto più non lo trova, ma solo perché i proventi dal tabagismo portano alle casse circa 13 miliardi l’anno.
Contesta il concetto di libera volontà Daniela Galeone che interviene per il Ministero della Salute. Il fumo dà dipendenza fisica. Il fumo produce 80 mila morti ogni anno. In Italia fuma il 28,4% della popolazione e questo ha un’incidenza anche nei casi di infarto del miocardio, come di altre patologie. Il primo trattato internazionale sulla salute l’OMS l’ha concentrato sul problema del fumo. Quindi, sempre secondo direttore di dipartimento del ministero, il problema va affrontato coi caratteri di urgenza sanitaria.
Oscar Giannino fa notare però che l’equilibrio della miglior offerta con la quale equiparare costi in termini di salute e benefici in termini economici, tanto più quando questi benefici hanno un carattere di fissità, debba essere ricercata.
Fonte: Informazione diretta








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