La provocazione tentata da ricercatori inglesi e dal WWF
La dieta si fonda su proporzioni del tipo 35 per cento di frutta e verdura di stagione, 29 per cento di cereali, 8 per cento di carne, pesce e uova. Vita sana corrisponde a un pianeta sano, in quintessenza la metafisica è questa. Si tratta di una dieta ecosostenibile.
La scommessa consiste in mangiare un certo tipo di pietanze i cui alimenti non siano d’impatto lesivo per lo specifico momento della Terra. Il tutto a grande vantaggio anche della tasca. Con 35 euro alla settimana una persona risolve il problema di alimentarsi. La convinzione è che le emissioni diminuirebbero e di molto.
In pratica la dieta: il lunedì, per la prima colazione, cereali ricchi di fibre con latte semiscremato, toast integrali e marmellata; a pranzo una minestra di lenticchie e un sandwich di scampi e maionese su pane nero; a cena un curry di pollo e riso, con una fetta di pita. Ogni giorno della settimana si cambia: lo stesso piatto non viene mai proposto due volte nell’arco di sette giorni. Grande varietà di cibi, dunque, e piatti succulenti, in modo da accontentare anche il palato, che tuttavia non richiedono una preparazione lunga o complessa.
È una cucina molto semplice. Predica la riduzione di carne e di cibi pronti per l’uso, ossia tutto ciò che può provocare disturbi cardiaci e diabete. Un hamburger mangiato a Londra, a New York o a Roma ha un potenziale distruttivo sulla foresta amazzonica.
Fonte: BMJ








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