C’erano anche il presidente della Regione Lazio e il ministro della Salute
La nuova unità di cure residenziali intensive per i pazienti in stato vegetativo del San Camillo di Roma è stata inaugurata oggi dal Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano. Il nuovo reparto è il primo nel suo genere in Italia interamente realizzato in una struttura sanitaria pubblica.
“Una esperienza che può davvero rappresentare uno stimolo per altre realtà della sanità laziale e italiana”. Ha detto il Presidente della Repubblica.
In ogni stanza dell’Ucri ci sono telecamere a circuito chiuso controllate a distanza da una consolle centrale: questo sistema consente un monitoraggio 24 ore su 24. Ogni posto letto è dotato di televisore Lcd con dispositivi multimediali, strumenti con cui i pazienti possono anche effettuare.
Salutato da applausi scroscianti di medici e pazienti, il Presidente ha incontrato anche il presidente della Regione Lazio Renata Polverini e il ministro della Salute Ferruccio Fazio. Per il ministro “il nuovo reparto è la dimostrazione che il settore pubblico nel nostro Paese funziona e che il Lazio funziona e sta diventando sempre più virtuoso sotto la guida del presidente Polverini. È una grande soddisfazione, anche per il Governo, vedere che ci sono regioni che in poco tempo riescono a riprendersi in maniera importante. Questi reparti sono di estrema importanza. È dal 2009 che li finanziamo con fondi vincolati al Fondo sanitario nazionale. Questo in particolare – ha concluso il ministro – è un’eccellenza e un’assoluta novità”.
Il reparto è il primo nel suo genere in Italia interamente realizzato in una struttura sanitaria pubblica, inserito in un ospedale Dea di II livello. Conta ad oggi 10 posti letto, che a regime saranno 30, e ospita già i primi 8 pazienti.
“Si tratta – ha detto Renata Polverini – di una struttura di eccellenza, che oggi riceve una spinta in più grazie alla presenza del ministro Fazio e del presidente Napolitano. Questo dimostra che, pur in un’azione forte di risanamento e di riconversione, siamo stati in grado di aggiungere un’altra eccellenza a quelle esistenti nella nostra regione e in un campo delicato che sta al confine della vita. Finora nel Lazio erano presenti solo strutture private, mentre ora interveniamo con una struttura pubblica”.
Fonte: Ansa – Regione Lazio








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