Mentre si sperimenta la prenotazione delle visite sull’iPhone, ad Arsoli un pediatra cura una bambina a 35 chilometri di distanza
Sanità a diverse velocità. Mentre al Bambino Gesù si intendono abbattere liste di attesa, trafile, con la prenotazione diretta (ivi) ad Arsoli una bambina deve esser curata a distanza.
La bimba ha tre anni. Abita a Bellegra. Da lì gli unici due pediatri di zona sono definiti nel gergo dei medici di famiglia, “massimalisti” – sono arrivati al pieno di pazienti e non possono accoglierne altri. In un’azienda sanitaria dove i propri medici sono al massimo i pazienti che sono fuori circuito debbono arrangiarsi.
Ma il padre di famiglia decide di far iscrivere il figlio più grande a un medico per adulti, mentre per la piccina andrà bene un pediatra di Arsoli. Risultante: la distanza tra Arsoli e Bellegra implicano un’assistenza a distanza.
Fonte: Il Messaggero








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