Nel Lazio si ospedalizza troppo, i posti letto scarseggiano.
Questo perché i cittadini chiedono il ricovero in modo inappropriato. Sono i dati evidenziati al Ministero della Salute che ha messo online il responso dell'inchiesta sulla adeguatezza dei servizi sanitari in base all'aspettativa dei pazienti.
Come era prevedibile, il dato mostra due italie, una efficiente al nord, un altra nel degrado al sud. Il Lazio non fa parte né della prima né della seconda parte d'Italia. I paragoni con le altre regioni sono un banco di prova obbligato. E il primo elemento saliente di disparità consiste nella disparità tra assistenza sanitaria per la terza età.
Nel Lazio si contano il 27 per cento di ricoveri di degenza massima di uno o due giorni, quindi inutili, contro appena il 15 per cento del Veneto. Il paragone con il Veneto è obbligatorio perché questa regione è sullo stessa fascia di abitanti clienti del Lazio. Con una differenza sostanziale: nel Lazio e, specificamente a Roma, si concentra la domanda di Sanità di buona parte del territorio nazionale che, come retaggio storico, vede nella Capitale il riferimento per un ricovero ospedaliero con maggiori margini di sicurezza nella prestazione sanitaria.
Spiegata qui l'inadeguatezza dei nosocomi laziali rispetto alle aspettative dei cittadini della regione. Nel Veneto però ci sono circa 18 mila posti letto agli anziani. Nel Lazio ce ne sono appena a quota 2 mila. In Italia la gestione della sanità è specificamente interessata all'incremento demografico di persone anziane, questo perché nel 2050 un italiano su tre avrà più di cinquant’anni.
Quindi obiettivo per il settore Salute della Regione Lazio consiste nel fornire assistenza specifica in strutture sanitarie specializzate a pazienti con patologie come il diabete o altre malattie croniche. Questa l'indicazione che si ricava dal Ministero.







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