Colpiti per lo più bambini dai 3 ai 4 anni
La dichiarazione perviene da Italo Farnetani, pediatra e docente a contratto dell’Università di Milano-Bicocca, attraverso Adnkronos Salute:
“Quest’anno rispetto al normale andamento dei casi, che iniziano ad aumentare in dicembre, si è registrato un leggerissimo ritardo nell’esplosione del virus, dovuto al rientro a scuola il 10 gennaio, dunque qualche giorno dopo l’Epifania” …
“Mentre il picco si registrerà a maggio. Queste malattie infettive sono infatti influenzate dal fotoperiodo, dunque l’allungamento delle giornate ‘rinforza’ il microrganismo e la sua capacità di contagio”.
“Il virus di per sé si diffonde facilmente, complice anche la frequentazione della scuola materna ed elementare”.
Gli effetti sono sotto controllo entro i dodici anni, dopo possono esserci qualche complicazione in più. “Si possono avere complicanze a livello dell’apparato respiratorio e del sistema nervoso, dunque è meglio contrarre la varicella da piccoli”.
“Dopo 5 giorni dalla comparsa della prima vescicola il bimbo non è più contagioso e può tornare a scuola. Non serve mettere prodotti strani sulla pelle, e la vecchia usanza di evitare di lavare il paziente è decisamente sbagliata: lavaggi frequenti ridurranno anzi il prurito. È bene, infine, tenere al bimbo le unghie corte e fargli lavare spesso le mani”.
Fonte: AdnKronos Salute








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