Il 12 luglio Legambiente ha pubblicato la rilevazione effettuata alla foce del Tevere le cui risultanze danno dati inquietanti per i bagnanti del litorale romano
Il livello di tossicità delle acque è quaranta volte sopra i limiti di legge. Facile per il Tevere raggiungere il primato di inquinamento nel Lazio, proprio alla sua foce.
I valori dei batteri Escherichia Coli (sic!) a fare da protagonisti nelle rilevazioni. Ma anche gli altri fiumi della regione non hanno condizioni più rosee.
La provincia di Latina vede inquinato il sito del Torrente Lorgato, in località Sant’Agostino a Gaeta, e la Foce Rio Santa Croce presso Gianola a Formia.
La provincia di Viterbo, anche, presenta tre punti critici: la foce del Chiarone, la Foce del Fiora a Montalto di Castro, ma non scherza a tossicità neanche il fiume Marta a Tarquinia.
La qualità del litorale è compromessa anche da altri fattori, secondo Legambiente. A Fiumicino si ritiene fortemente inquinante il porto alla foce del Tevere, così come il raddoppio dell’aeroporto Leonardo Da Vinci.
La prospettiva di un inceneritore a Palidoro fa trasecolare gli ambientalisti. Situazione in allarme anche ad Anzio, sempre da Legambiente. Stavolta sono i pannelli antierosionea d essere pietra dello scandalo. Si tratta di 15 opere frangiflutti. Pomezia, città industriale, dove si è intensificata l’attività edilizia consiste in altra circostanza di grave oltraggio alla salute.
Fonte: Comunicato Campagna Goletta Verde Lazio 2011 (PDF 180 Kb)








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