Sono nuove e aprono versanti sconosciuti alla cura preventiva di questa patologia
Si potrebbe così spiegare l’alto numero di casi che si verificano anche in chi non ha i noti comportamenti a rischio per la malattia come fumo o obesità.
Si apre la strada a nuovi studi sui meccanismi che scatenano gli eventi cardiovascolari. È stato esaminato il genoma di oltre 140 mila europei. Un terzo di questi avevano problemi cardiaci. Gli altri utilizzati come gruppo di controllo.
Questi 13 geni vanno a sommarsi ai geni già conosciuti e individuati come causa dell’infarto. Con questo studio gli esperti asseriscono che la conoscenza sulla malattia è migliorata notevolmente.
Il prospetto delle possibilità per individuarne le cause scatenanti in modo universale è molto incoraggiante per il futuro. Finora si è ritenuto che il 40% dei problemi cardiaci sia dovuto agli stili di vita una percentuale rilevante, pari al 50%, è invece a carico dei geni. Il livello di dettaglio dell’indagine ha consentito di trovare mutazioni annidate ovunque nel genoma.
Fonte: Nature Genetics








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