Un dono post mortem, il proprio corpo

Cervello Umano 3DIn Parlamento è in esame la proposta bipartisan che arriva dagli Affari Sociali, non dalla Salute

Il corpo umano da studiare e analizzare è un bene insostituibile per la ricerca scientifica. La formazione di giovani medici non può prescindere da questo, così come l’analisi delle funzioni corporee può esser terreno di studio anche da parte di professionisti di chiara fama.

Per fare questo c’è bisogno di corpi umani. Nasce così la richiesta da parte delle facoltà di medicina, quindi la proposta di una legge firmata da esponenti di entrambi gli schieramenti di arrivare a facilitare le condizioni per disporre del corpo, dopo la morte.

Una volta analizzata la fisiologia il corpo verrebbe restituito ai parenti in condizioni da rispettarne la dignità della persona che non c’è più. Sono stati presentati quattro progetti di legge. La commissione Affari Sociali della Camera ha preso a cuore il problema.

Sotto esame la possibilità di addivenire a una “donazione volontaria”: dove i vincoli consistono nel garantire “integrità della salma” e della sua “riconsegna” alle famiglie, una volta terminati gli studi. Il nostro ordinamento non ha norme specifiche per manifestare la propria volontà, diversamente da quanto è previsto per la donazione di organi. Si prevede un testamento olografo, quindi senza necessità di andare dal notaio.

Fonte propria

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