Vittorio Cavaceppi Presidente Anisap Lazio
Il Piano di rientro ha costretto la Regione a elaborare una operazione di rientro dal debito. Si sono quindi operati tagli della spesa sull’area delle strutture sanitarie.
Indiscriminatamente! Senza tener conto, ad esempio, di quante prestazioni erogava l’area degli ambulatori privati accreditati, a quanto ammontava la spesa per queste prestazioni, pagate dalla regione senza assumersi onere alcuno di personale, organizzazione, bilancio, eccetera.
Queste considerazioni sono state orientate dall’Anisap Lazio, l’associazione di categoria più numerosa e quindi rappresentativa, per suggerire al commissario ad acta Renata Polverini le iniziative idonee ad ottenere l’immediato risparmio.
I suggerimenti riguardano la rigida vigilanza riguardo l’appropriata applicazione delle esenzioni per patologia. Esistono, infatti, protocolli che indicano le prestazioni da erogare in esenzione per una patologia e non altre che rientrano nel regime della franchigia. Abbiamo consigliato vigilanza, ancora più rigida, sulle esenzioni da reddito familiare.
La nostra idea è che si presenti alla ASL il mod. 740, invece dell’autocertificazione operata oggi.
Abbiamo proposto di ridurre il traffico delle richieste di prestazioni ambulatoriali ai Pronto soccorso per i Codici bianco e verde. Abbiamo consigliato di indicare ai medici curanti alcuni protocolli per assicurare una regola alla richiesta.
Introdurre l’appropriatezza. Non è utile in caso di sospetto di patologie tiroidee procedere a richieste di analisi di più ormoni perché l’esecuzione del TSH può già fornire un indirizzo sufficiente per escludere una patologia conclamata.
Questi alcuni suggerimenti che non sono stati nemmeno valutati.
Si è preferito tagliare risorse economiche ai privati che già da anni sono soggetti a riduzioni ingiustificabili dei fondi loro assegnati.
Aziende che peraltro possono erogare solo 160 tipi di prestazioni contro le 900. È una disposizione questa intollerabile, unica tra tutte le Regioni italiane, che costringe il cittadino o a recarsi presso una struttura pubblica allungando liste d’attesa, o a pagare in proprio le prestazioni se vuole rivolgersi alla struttura privata convenzionata.
A un confronto si è sempre disposti purché ne arrivi un segnale di seria disponibilità.










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