Si comincia così: ogni mese si possono effettuare 2.500 prestazioni oltre al previsto
Si inizia una fase nuova nella gestione della Sanità. Almeno è questo il tentativo. Tra i vari fronti scelto c’è quello degli ambulatori negli ospedali. Devono essere più produttivi, devono fare più visite, debbono essere concorrenziali con la sanità accreditata e privata.
Bisogna poi combattere le liste di attesa che sono tra i motivi per cui l’utenza sanitaria preferisce riferirsi ai più rassicuranti ambulatori convenzionati privati. Su questi motivi cardine il 15 gennaio ha inizio il progetto pilota della Regione Lazio.
Gli ambulatori degli ospedali San Giovanni, il Sant’Andrea e il San Camillo sono aperti anche di sabato e di domenica. Il protocollo d’intesa firmato il 29 dicembre dalla Polverini davanti alle rappresentanze sindacali di medici e pediatri, lo stabilisce. Aperta cardiologia, tac ed alcuni tipi di ecografie.
L’obiezione naturale a questa iniziativa vede nella demagogia della soluzione tutto il suo limite. Circa 2.500 visite, anche se in forma sperimentale, consiste in una quantità risibile. Sono assolutamente insufficienti per colmare la richiesta che arriva dalla Capitale e dalla popolazione che risiede senza cittadinanza. Dare questo servizio agli ambulatori privati convenzionati sarebbe stata una misura conforme e coerente agli standard di gradimento dell’utente medio.
Fonte: Ansa








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