Colpa delle polveri sottili. Lo studio dei ricercatori della Statale di Milano vuole capire se si tratta di un fenomeno reversibile o se esistono dei comportamenti “protettivi”
I gas di scarico mettono in pericolo il nostro Dna. È la conclusione dei ricercatori dell’Università Statale di Milano. Lo studio sugli effetti del Pm10 sull’organismo umano si sono diretti a duecento persone: i vigili urbani di Milano, un gruppo di anziani di Boston e agli operai di un’acciaieria italiana, ma in prevalenza erano vigili urbani.
“Abbiamo scoperto che nelle cellule di persone esposte all’inquinamento dell’aria, il livello di metilazione del Dna (cioè l’aggiunta di particolari gruppi chimici a regioni specifiche di Dna) cambia rispetto a chi non lo è.
In pratica stiamo dimostrando che respirare che respirare aria inquinata può mettere a soqquadro il nostro Dna, determinando la riprogrammazione della funzione dei nostri geni, anche soltanto dopo 7 giorni caratterizzati da livelli di inquinamento sopra la soglia” – Ha detto Andrea Baccarelli, responsabile del Centro di epidemiologia molecolare e genetica del Policlinico di Milano e docente dell’Harvard School of Public Health di Boston.
Dai risultati sugli operai dell’acciaieria emerge che i geni infiammatori vengono riprogrammati completamente dalle polveri sottili. E questo tipo di alterazione epigenetica predispone alla trombosi. Tra gli agenti di polizia municipali messi a confronto con il personale degli uffici sono state osservate dello sostituzioni di un elemento all’altro nel Dna. Confrontato con l’analisi della popolazione anziana di Boston (studiati 1.800 casi) si è rilevato che laddove ci sono questi cambiamenti nel Dna ci sono casi di infarti e ictus, la qual cosa rende i due fenomeni collegabili anche se la causalità deve essere dimostrata.
Ma le attestazioni più veridiche degli effetti procurati dalle polveri sottili li indicano un insieme di inquinanti aerei e solidi generati da processi di combustione (traffico ma anche da riscaldamento domestico e attività industriali). Le attestazioni dei ricercatori evidenziano l’attivazione di in senso infiammatorio. Le cellule residenti nei bronchi e nei polmoni, contaminate dalle polveri, producono grandi quantità di 6 citochine, che innescano una generale reazione infiammatoria, la quale può manifestarsi sotto forma di asma o allergia respiratoria, ma può anche dare origine alla trombosi.
Fonte: AdnKronos







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